“Cantiere Barca” a Torino >> Open Source + Educazione Digitale + Sostenibilità

Intervista di Iskra Sguera a “Studio Superfluo” - Cantiere Barca

Cantiere Barca
 è un laboratorio creativo aperto al quartiere nella periferia nord di TorinoIl Centro mette a disposizione due locali: l’Officina, dove lavoriamo legno e metallo, e la Sartoria, un laboratorio del tessuto dove sperimentiamo nuove idee con ago e filo. Ci occupiamo di sostenibilità e per questo usiamo materiali di recupero: riusiamo e rigeneriamo il legno, i tessuti ed il metallo. Per questo, tutti i manufatti creati nel centro sono ecologici e rispettano l’ambiente, oltre ad essere belli e fatti a mano! La nostra sfida è dare ai ragazzi che vivono in periferia le stesse opportunità di chi vive in centro: è per questo che vogliamo trasformare il Cantiere in un laboratorio digitale ed artigianale d’innovazione giovanile. 

Per sostenere il PROGETTO Cantiere Barca: http://linkpdb.me/6712

1. Cos’è il Design Sostenibile e quali sono i suoi processi quando viene realizzato un progetto?

Il mondo del “Design Sostenibile” è una realtà talmente ampia ed eterogenea che comprende un insieme di conoscenze teoriche e pratiche difficili da elencare. Esistono più approcci e non c’è una risposta univoca, perché il Design opera spesso a livelli così diversi fra loro che l’applicazione della stessa metodologia non è necessariamente efficace in tutti i contesti. Per questo nella nostra esperienza abbiamo sempre ricercato la contaminazione: imparare dagli altri e condividere il proprio, così da arricchirsi a vicenda, mantenendo sempre un approccio aperto. Volendo sperimentare modelli sostenibili, crediamo che sia necessario muoversi verso una direzione locale e collaborativa, pur rimanendo interconnessi globalmente. Una prospettiva “glocale, insomma.

2. Quali modelli e percorsi da seguire che si avvicino ai tempi della Natura e al Recupero dei materiali non più’ utilizzati?

Come anticipato, bisogna distinguere due dimensioni: globale e locale. La comunicazione e la collaborazione deve essere globale, con internet come strumento principale. La produzione e la distribuzione, invece, realizzata il più possibile localmente ed integrata a pratiche di riuso intelligente come l’upcycling. Esistono enormi sprechi nei sistemi produttivi attuali e possiamo perciò farne tesoro a valle del processo, inserendo la materia in nuovi cicli, nell’attesa che il sistema si riorganizzi ad un livello più ampio, in una prospettiva futura dove si tenda alla riduzione degli scarti a monte. In questo è fondamentale ispirarsi alla Natura. Bisogna poi aprire l’artigianato, o meglio il nuovo artigianato, a prodotti innovativi, possibili grazie alla rivoluzione in corso del Movimento Makers. Non sono tanti quelli che ne hanno compreso la portata di qui a dieci, quindici o vent’anni.

3. Come definire un Progetto Sostenibili e quali sono i principi vicini al rispetto della Natura e dell’Uomo?

Un Progetto Sostenibile deve creare ricadute positive a livello ambientale, sociale ed economico. Questi tre fattori sono equalmente importanti, mentre il mondo attuale è sviluppato sull’ultimo, cioè sul denaro. Il denaro oggi serve per generare altro denaro, e questo basta per accettare qualsiasi compromesso. E’ questo assunto che dobbiamo modificare. Il denaro, al massimo, deve servire per generare benessere al genere umano, senza sostituirsi ad esso. Per questo ci riferiamo agli ecosistemi naturali come principi di sviluppo: in Natura, non esiste scarto, e qualsiasi output diventa input per un altro processo. Il capitalismo di questo non ha mai tenuto conto, infatti abbiamo iniziato a progettare oggetti perché si rompano prima, per generare più denaro. Invece dovremmo ricominciare a progettare per l’umanità. La Progettazione Sociale dovrebbe essere lo standard, perché implica il mantenimento dell’ambiente come condizione essenziale al benessere dell’umanità. L’eventuale profitto risultante da un’attività dovrebbe essere re-investito localmente, secondo le logiche proprie del social business, così come ipotizzato da Muhammad Yunus.

4. Quali sono i materiali utilizzate con più frequenza nei Progetti e per quale motivo?

Progettiamo a diversi livelli, ma per quanto riguarda i prodotti che escono dall’Officina e dalla Sartoria di Cantiere Barca, rigeneriamo principalmente legno e tessuti perché sono facilmente reperibili, il legno in particolare. Nel corso del 2014 abbiamo poi sviluppato un paio di progetti sperimentali che recuperano componenti disassemblati da RAEE, e nel 2015 stiamo cercando partner per continuare questa sperimentazione!

5. Come sarà il presente del Design, in trasformazione verso concetti sempre più vicini a temi legati al recupero dei materiali o quale altre ipotesi possibili?

Il Design sta cambiando da diversi anni, sempre più includendo società e ambiente. Sentiamo parlare di nuovo artigianato, produzione distribuita, località e riuso, e questo trend è positivo per tutti. Tutto questo avviene poi in una dimensione collaborativa: l’auto-prodotto è spesso frutto di più mani con competenze diverse, designer che si vedono con artigiani, con informatici, con makers. Ed anche questo trend non potrà che crescere, portando gli strumenti della fabbricazione digitale sempre più alla portata di tutti. Ci sarà perciò un’integrazione sempre più forte fra questi mondi, in uno scenario dove tanti micro-brand locali cercheranno di costituirsi come un’alternativa ai tanti prodotti globalizzati delle multinazionali. Non sarà una competizione ad armi pari, e non si farà concorrenza ad IKEA, ovviamente, ma la prospettiva è interessante, perché questi micro-brand nasceranno in relazione al territorio e porteranno ricchezza a livello locale.

6. Cos’è la Decrescita, quando può essere attuata in un Progetto di Design?

La Decrescita è una proposta di sviluppo sostenibile che pone l’accento sulla necessità di ridurre i consumi, in netta opposizione alla crescita senza perché in cui ci troviamo. E’ sicuramente un punto di vista interessante, perché non potremo continuare a consumare così tanto molto a lungo. Purtroppo qualcuno ha preso in antipatia il termine, e spesso è difficile parlarne con altri a mente aperta, ma i principi di base sono gli stessi di altri approcci più orientati al design, come il Design Sistemico, Cradle to Cradle ed altri. Se l’applichiamo ad un progetto, ci aiuterà a ridurre gli sprechi, ad usare più efficacemente le risorse e, soprattutto, a chiederci se quello che stiamo facendo abbia una ragione, e se porti beneficio a qualche essere vivente, senza danneggiarne altri, vicini o lontani che siano. Ecco, questa è una domanda che dovremmo sempre porci, non solamente come progettisti, ma come persone.

 

Link alla campagna:   http://linkpdb.me/6712

Sito web del progetto:  http://cantierebarca.org

—-—-—-—-—-—-—-—-—-—-—-—-—-—-—-—-

http://studiosuperfluo.com

http://sustainablemaking.it

http://archive.atitolo.it

 

 



I commenti sono chiusi.