“smog”= azioni e buone pratiche verso la trasformazione di aree sottoutilizzate in Orto-giardino …

 

“smog” è un progetto co-creato e lanciato da:  elisa brilli • letizia donati • barbara nappini   * associazione il grano e le rose *

Smog è un progetto che ha come scopo quello di promuovere valori quali la sostenibilità, il riuso/recupero, lo stare insieme, la biodiversità, la cura e la bellezza. Azioni/buone pratiche quali la trasformazione di aree sottoutilizzate in Orto-giardino, creazione di una rete di orti familiari e di orti sociali, creazione di un’officina di riparazione di biciclette, realizzazione di eventi e laboratori per favorire nuovi modi di stare insieme e recuperare il senso di comunità, sensibilizzare sui temi dell’alimentazione e della biodiversità, della blue economy, delle discipline olistiche; fondazione di una start up innovativa che rinnovi e promuova nel futuro i valori e le azioni del progetto.
 

Intervista di Iskra Sguera a “smog”, elisa brilli • letizia donati • barbara nappini

1. Cos’è il Design Sostenibile e quali sono i suoi processi quando viene realizzato un progetto?

Possiamo ripensare un design sostenibile come quello che si interroga prima di tutto se è necessario immettere ancora un prodotto sul mercato, o se tale azione è in realtà ancora la voglia di un progettista di esprimere se stesso, piuttosto che una reale necessità. Comunque design sostenibile è avere una visione più ampia di un azione progettuale. Interrogarsi non solo su forme e materiali, ma anche su come il portare il consumatore a riflettere su come piccole azioni possano avere il loro peso in un contesto più ampio. I suoi processi vengono inseriti in un panorama più ampio di attenzione, proiezione e valutazione del contesto nel quale si agisce.  Si potrebbe prendere come esempio di design sostenibile un pollaio, un vero pollaio ogni volta diverso e unico, perchè fatto sul posto con quello che si trova e che in base a qusto suggerisce le tecnologie da applicare.

2. Quali modelli e percorsi da seguire che si avvicino ai tempi della Natura e al Recupero dei materiali non più’ utilizzati?

Utilizzeremo la tecnica del lasagna gardening per recuperare senza lavorazioni invasive e meccaniche i terreni abbandonati, tramite stratificazione di materiali organici di recupero quali: cartoni e carta di giornali, materiale organico di scarto ricco di azoto (avanzi di cucina e di giardino), materiale organico ricco in carbonio (rametti, foglie secche, cortecce…). Inventeremo una nuova bellezza “virtuosa”che nasce dal coniugare la funzione con la sosteniblità: pancali che diventano arredi, vecchi bidoni per la raccolta d’acqua, camere d’aria come semplice e versatile materiale da assemblaggio per piccole bordure, panche, cancellini, ecc. Per la cicloofficina l’approccio sarà similare. cercheremo di usare biciclette in disuso o donate per poter montare un parco bici da mettere a disposizione della città. Useremo le biciclette non più recuperabili per essere messe in strada per prenderne pezzi utili a formare “cassetti” utili alla riparazione delle altre. Allo stesso tempo il recupero e la sostenibilità ci guideranno nell’approccio al layout da raggiungere. Le due ruote ci restituiranno tempi secondo natura, perchè naturali e processi attivi !

3. Come definire un Progetto Sostenibili e quali sono i principi vicini al rispetto della Natura e dell’Uomo?

La sosteniblità del pianeta e quella dell’uomo sono sovrapponibili: l’uomo è parte del Pianeta, in un approccio olistico gli esseri umani sono inseriti in un sistema complesso e ricchissimo ed è proprio il distaccarsene che origina il profondo  disagio che ci assedia.

4. Quali sono i materiali utilizzate con più frequenza nei Progetti e per quale motivo?

Il legno è un materiale amato, come la carta o i tessuti, comunque dei materiali “naturali”. Il nostro logo è una fabbrichetta e il concetto esprime una realtà che si confronta con un territorio urbano, impattato che trae e scova il suo bello in quello che questa società può darci se visto con occhi nuovi. Per Fog, la fierucola dell’orto giardino, edizione 0 per l’allestimento abbiamo usato solo materiali “donati” o prestati, come pancali, piuttosto che scarti di segheria. Per l’allestimento di uno spazio offerto abbiamo mescolato zolle di terra a mele e bottiglie di vetro di riuso, piuttosto che ruote di bicicletta, annaffiatoi vecchi e le erbee come valore aggiunto della nostra biodiversità .

5. Come sarà il presente del Design, in trasformazione verso concetti sempre più vicini a temi legati al recupero dei materiali o quale altre ipotesi possibili?

Se per design intendo l’oggetto riproducibile in scala seriale attraverso il processo produttivo questa è una fase progettuale forse secondaria o in parte in contraddizione, perchè non sempre realizzare con “scarti” in un processo è veramenete funzionale all’oggetto, al prodotto seriale. Invece interessante il processo più usato nell’”arte”, dove si sperimentano forme, concetti attraverso materiali di scarto o di elaborare un’astrazione. In qualche modo usare il conosciuto per rivederlo, decodificarlo, modificarlo, scomporlo e generare nuove visioni. Nell’arte creo un’opera, mentre nel design compongo qualcosa che assolve anche una funzione. In tal senso lavoro su una nuova estetica, e nella nostra “azione” diventa ancor più interessante perchè questa è il risultato di un processo collettivo di persone che lavorano insieme. La decostruzione ad esempio operata da un’artista come Gordon Matta Clark offre spunti notevoli di sperimentazione più di altri operanti nel design che propongono schemi più tradizionali.

6. Cos’è la Decrescita, quando può essere attuata in un Progetto di Design?

Una crescita economica che non riflette e alla quale non corrisponde necessariamente un benessere, almeno fino adesso è stato così. Design sostenibile è piuttosto un design della Decrescita, questo comporta in un progetto di design avere il coraggio di dire no alla produzione, di non incentivare al consumismo felice. Rendere consapevoli le persone ripensando alla lezione di Enzo Mari, autoprogettazione per rendere responsabili delle azioni che si vanno a compiere. In un processo di design è mettere insieme degli scarti e chi te li dona, parlare con loro di un vero, reale futuro artigiano e assemblare il tutto generando meno sprechi e più benessere intorno ad esso.

“smog” sito e facebook:

 http://progettosmog.com

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